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Haloa!

Circa un anno è passato da quando ebbi la fortuna di dialogare e litigare con un giornalista di Rai Tre. Dico fortuna perché quell’incontro mi aprì gli occhi che, ingenuamente, tenevo ancora socchiusi nella speranza di sbagliarmi. Mi trovavo ad un seminario sull’informazione pubblica, sui mass media ed il loro lavoro nella complicata e litigiosa società italiana. In particolare il seminario si concentrava sulla televisione dove il giornalista che conduceva la giornata di studi lavorava (se non ricordo nella redazione del Tg regionale della Liguria) parlando del suo lavoro e della realtà che il  giornalista si trova ad affrontare nel mondo sempre più  globalizzato persino in un tg regionale. Subito la discussione aveva però esacerbato gli animi della platea che  si era scagliata contro il giornalista al grido, forse banale, che l’informazione italiana sia ostaggio di gossip e banalità adatte più ad un pubblico di ebeti che ad un pubblico attento e attivo. In particolare, il sottoscritto, aveva arrogantemente paragonato la situazione dei mass media italiani con la realtà  giapponese ( paese dove i quotidiani hanno altissime tirature ed un giornalismo molto attento e serio) ed il giornalismo d’inchiesta americano (S. Hersh  su tutti) nella speranza di mettere alle corde il giornalista che difendeva la categoria da un attacco ormai troppo iroso.
Ma li, davanti alla mia provocazione, il giornalista mi zittì. Mi umiliò lasciandomi ribollire nel mio brodo con una risposta che non ammetteva critiche e che, a fine seminario, mi fece chiedere scusa. “Il giornalista infatti  è come il lattaio sotto casa: vende un prodotto e lo fa al meglio: è il consumatore a decidere e scegliere!”Ammetto che rimasi di stucco dinnanzi a una risposta così decisa e secca ma soprattutto cosi vera! Ecco perché nel mio piccolo, con l’aiuto dei miei studi e delle mie passioni, cerco di dare alla luce anch' io un  prodotto ma senza aver la  costrizione di venderlo: mi auguro che questa “sottile differenza” si noti nei post che da oggi in poi scriverò: il mio obiettivo è di interessare anche il lattaio sotto casa (come diceva il buon Montanelli) senza pero doverci campare evitando quell’ imbarazzo che quotidianamente provo guardando le edicole italiane. In particolare parlerò di difesa, per cercare di diffondere quello che credo di aver imparato in tanti anni di studio dell'argomento e di passione. E difesa intesa nel suo senso più ampio e interdisciplinare: le armi e gli armamenti sono solo la goccia traboccante di un vero e proprio vaso di Pandora che al suo interno racchiude politica, esteri, economia, intelligence in una commistione di elementi difficilmente districabili ma che sanno esplicitare una coerenza notevole nella loro globalità. Non ho l'arroganza e la presunzione di poter con queste mie poche righe sviscerare i problemi geopolitici che affliggono il nostro mondo ma mi piace pensare che ragionando assieme su queste pagine si possa fare qualche passo avanti, conoscere qualcosina in più ed arricchirsi reciprocamente.Elenco brevemente le fonti che tendenzialmente utilizzo per la composizione dei miei post. Quando direttamente citate lo evidenzierò nel post stesso altrimenti considerate questa lista come mia biblioteca personale.
www.internazionale.it: settimanale di attualità che raccoglie la stampa estera, tradotto in italiano.
www.Rid.it: rivista italiana difesa
www.lavoce.info: sito di economisti che si distingue per serietà e accuratezza nonchè indipendenza editoriale.
www.presseurop.eu.it: l’Europa vista dai giornalisti stranieri
www.guerrenelmondo.it: blog senza bisogno di spiegazione
www.senato.it e www.camera.it: per sapere empirico sui nostri governanti
www.istat.it: per evitare di parlare a sproposito cosa che sempre più spesso accade a tanti media
www.army-technology.com: aggiornato sui programmi della difesa internazionale.

A questo, e non li elenco per motivi di spazio, sono da aggiungere tutti i siti delle principali industrie della difesa (Finmeccanica con tutte le consorziate, fincantieri, thales, boeing, lockheed martin ,mbda ecc..) . Queste sono le maggiori fonti da cui attingo alle quali andrebbero sempre aggiunti i libri che mensilmente leggo ma che non mancherò di recensire nell’apposito spazio sul nostro sito.

Ciau e buona lettura
Lollo
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